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Appena il nostro cervello diventa consapevole comincia a chiedersi: perché?  E tutto inizia quando siamo bambini e continuiamo a porci la straordinaria domanda  fino a quando riusciamo a mantenerci tali, con la curiosità della scoperta sempre viva nella mente. Andando a scuola riusciamo a trovare alcune risposte; all’università magari approfondiamo, però se ci fermiamo un momento ci rendiamo conto che la lista dei perché rimane inesauribile. Anzi si allunga, perché la cultura evolve, esplora, scopre, si amplia e le domande si infittiscono e anche le risposte, magari, proprio per questo, possono cambiare.

Con Maurizio, oltre che una cara amicizia, condivido la passione del giornalismo scientifico, nato da una comune formazione (ingegneria) e poi sfociata nel piacere e nell’avventura di raccontare tante storie che le nostre esperienze giornalistiche ci offrono.  Prima di tutto sulle colonne dei nostri giornali, consapevoli che è la notizia quotidiana sulla meravigliosa frontiera della scienza e della tecnologia che affascina a attrae con la sua immediatezza e quel senso del nuovo e della conquista che un quotidiano offre. Con una preoccupazione, maturata nel metodo della scienza in cui siamo cresciuti, mantenendo la correttezza delle storie rispettando e verificando i contenuti prima di scrivere. Ciò facendo nella consapevolezza che la realtà nella scienza supera spesso la fantasia più sfrenata e non c’è bisogno di inventare o di fantasticare per accendere l’interesse.  E così arriviamo a distillare storie vere che prima tutto affascinano noi, e noi con le parole cerchiamo di trasmetterle, fascino incluso.

Ma c’è un altro aspetto che condivido con Maurizio, ed è la voglia di approfondire, di raccogliere, di dare forma più ampia alle cronache della scienza che con precise battute entrano nelle colonne dei nostri giornali. Perché siamo consapevoli che possiamo raccontare dell’altro, possiamo aggiungere aspetti sicuramente importanti da rivelare per volare verso orizzonti ancora più vasti.

Per questo, talvolta, rubiamo un po’ di tempo ai nostri giorni scrivendo qualche libro scandagliando prospettive rimaste tra le righe degli articoli e raccontando vicende, dettagli e personaggi che, pensiamo, meritano di essere conosciuti.

E ora è bello leggere questa storia di perché che Maurizio ha scritto distillando con una semplicità cristallina tante domande che l’ambiente e il vivere quotidiano ci pongono. Nelle domande e nelle risposte a quiz inventate per stimolare e mettere alla prova ciò che ci ricordiamo o quello che non sappiamo, troviamo la freschezza dell’esplorare e il piacere dello scoprire (o del riscoprire) aspetti della natura o di noi stessi che ci avevano entusiasmato e che, magari, abbiamo dimenticato. C’è nelle domande e nelle risposte, scritte con l’immediatezza di un lampo che colpisce e illumina, quel senso di meraviglia e di soddisfazione che da bambini ci aveva travolto. E che ora possiamo permetterci di rivivere assaporando curiosità senza tempo. Le pagine sono quasi un prontuario per soddisfare il bisogno di conoscere senza perderci in rivoli inutili; trovando, subito, il sottile piacere di una risposta che ogni perché nasconde. L’importante  è continuare a chiederselo !

Giovanni Caprara