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Siamo entrati nell’era della medicina delle 4P: predittiva, preventiva, personalizzata, partecipativa.

La medicina su misura nasce come reazione a quella “One size fits all” che tratta allo stesso modo una moltitudine di pazienti con fallimenti e reazioni avverse ai farmaci. La rivoluzione si sviluppa in tre fasi iniziando nei primi decenni del secolo scorso con scoperte accidentali come l’aspirina e la penicillina che risolvono problemi infiammatori e infettivi di milioni di persone senza capire come e perché. La seconda trasformazione è degli ‘70 con i metodi sperimentali e gli screening sistematici per individuare cure chimiche. L’ultimo cambiamento coincide con la fine del progetto “genoma umano”. Dal primo sequenziamento al costo di 1 miliardo di US$ passano solo 16 anni e oggi chi lo desidera può avere il proprio genoma con qualche centinaio di dollari e in poche ore può conoscere tutto di sè: le malattie in corso, quelle in arrivo e quali le cure migliori per sconfiggerle. A quel punto, di quella persona si conosce tutto: la sua malattia e l’efficacia del trattamento, ma anche il suo futuro.

Bisogna essere dunque molto cauti e sapere chi può avere accesso a questi dati, chi deve utilizzarli e a chi riferirli. È un problema esplosivo che non può interessare unicamente il mondo scientifico: ci sono aspetti etici, sociali e politici di grande rilevanza. L’UNESCO riconosce simbolicamente il genoma umano patrimonio dell’umanità.
Art.1) il genoma umano implica l’unità fondamentale di tutti i membri del genere umano nonché il riconoscimento della loro intrinseca dignità e della loro diversità.
Art.2) ogni individuo ha diritto al rispetto della propria dignità e dei suoi diritti qualsiasi siano le sue caratteristiche genetiche. Tale dignità impone di non limitare gli individui alle loro caratteristiche genetiche e di rispettare il carattere unico di ogni persona e la sua diversità.

Seminario organizzato da UGIS e Fast d’intesa con OdG- Ordine giornalisti della Lombardia nell’ambito del ciclo di incontri “Salute in Comune”
Con la collaborazione di: Comune di Brescia, Fondazione Brunelli Onlus, Università di Brescia, Fondazione della Comunità bresciana Onlus, Ordine dei medici e odontoiatri della Provincia di Brescia, Ordine dei farmacisti della Provincia di Brescia, Brescia Mobilità

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