{"id":586,"date":"2011-05-05T12:44:32","date_gmt":"2011-05-05T10:44:32","guid":{"rendered":"https:\/\/ugis.tv\/cms\/?p=586"},"modified":"2015-10-26T10:35:55","modified_gmt":"2015-10-26T09:35:55","slug":"lhc-alla-ricerca-del-bosone-di-dio-raggiunta-la-temperatura-prodotta-dal-big-bang-i-fisici-del-cern-sempre-piu-vicini-a-svelare-il-mistero-delle-origini-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ugis.it\/cms\/lhc-alla-ricerca-del-bosone-di-dio-raggiunta-la-temperatura-prodotta-dal-big-bang-i-fisici-del-cern-sempre-piu-vicini-a-svelare-il-mistero-delle-origini-del-mondo\/","title":{"rendered":"LHC alla ricerca del bosone di Dio  Raggiunta la temperatura prodotta dal big bang  I fisici del CERN sempre pi\u00f9 vicini a svelare il mistero delle origini del mondo"},"content":{"rendered":"<p>I fisici e gli ingegneri del Large Hadron Collider (Lhc) sono riusciti a riprodurre, sia pure per un lasso di tempo brevissismo, la tempe<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-590 alignright\" src=\"https:\/\/ugis.tv\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/particles.jpg\" alt=\"particles\" width=\"150\" height=\"248\" \/>ratura presente nell&#8217;Universo bambino pochi milionesimi di secondo dopo il Big Bang: si tratta di una temperatura di migliaia di miliardi di gradi e, ovvviamente, mai raggiunta prima sul nostro pianeta.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 avvenuto a seguito dello scontro di due fasci di nuclei di piombo, lanciati in corsa l&#8217;uno contro l&#8217;altro ad una velocit\u00e0 prossima a quella della luce e con un&#8217;energia di 2,75 Tev (ben 14 volte superiore a quella raggiunta nei laboratori americani &#8216;concorrenti&#8217;): l&#8217;urto ha provocato la scissione dei componenti di base, quark ed elettroni, che si sono fusi in un brodo eterogeneo, il cosiddetto plasma di gluoni e quark, la cui temperatura non esiste in nessuna parte del cosmo, neppure nelle stelle pi\u00f9 calde. \u201cLhc\u201d (Large Hadron Collider), come ormai tutti sanno, \u00e8 il pi\u00f9 grande acceleratore di particelle del mondo. Basato al CERN di Ginevra, \u00e8 un eccezionale strumento messo a punto dalla ricerca europea, ma frutto del lavoro di migliaia di scienziati di tutto il mondo. \u00c8 bene ricordare che la componente italiana vi occupa posizioni di leadership anche, in particolare, nell&#8217;esperimento direttamente interessato a questo straordinario risultato: Alice (A Large Ion Collider Experiment), uno dei quattro installati nell&#8217;anello sotterraneo di <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-589 alignleft\" src=\"https:\/\/ugis.tv\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/lhccomponente-300x200.jpg\" alt=\"lhccomponente\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/ugis.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/lhccomponente-300x200.jpg 300w, https:\/\/ugis.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/lhccomponente.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>27 chilometri che ospita Lhc, e progettato espressamente per studiare lo stato della materia nei primi istanti di vita dell&#8217;Universo.<\/p>\n<div class=\"see\"><\/div>\n<hr align=\"center\" width=\"90%\" \/>\n<p><a name=\"ansa\"><\/a>La cronaca dell&#8217;esperimento e i commenti degli scienziati<\/p>\n<h3>nei lanci ANSA<\/h3>\n<h5>di Enrica Battifoglia<\/h5>\n<p>(ANSA) &#8211; Temperature di migliaia di miliardi di gradi, paragonabili a quelle esistite nei primi milionesimi di secondo dopo il Big Bang, sono state ricreate oggi nel pi\u00f9 grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra.<\/p>\n<p>\u00c8 accaduto in seguito alle prime collisioni tra ioni di piombo, avvenute oggi e osservate inizialmente dall&#8217;esperimento Alice (che ne ha gi\u00e0 rilevate mezzo milione). In seguito le collisioni sono state viste anche da altri due grandi esperimenti dell&#8217;Lhc, Cms e Atlas.<\/p>\n<p>&#8221;Con questi primi esprimenti abbiamo cominciato gi\u00e0 a vedere qualcosa e comincia a partire un programma di fisica per studiare il comportamento dell&#8217;universo nei suoi primi istanti di vita &#8211; ha detto Federico Antinori, coordinatore delle misure relative alle collisioni di ioni pensanti dell&#8217;esperimento Alice e della sezione di Padova dell&#8217;Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn ). Alle temperature estreme ottenute oggi, inesistenti perfino nel cuore delle stelle, diventa possibile osservare la materia primitiva, com&#8217;era prima che assumesse le caratteristiche che ha attualmente.<\/p>\n<p>Dopo le prime collisioni ad alta energia tra protoni, avvenute il 30 marzo scorso, questo \u00e8 il nuovo traguardo del superacceleratore Lhc, al quale l&#8217;Italia partecipa con l&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). (ANSA).<\/p>\n<h3>Il commento di Roberto Petronzio, presidente dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare<\/h3>\n<p>(ANSA) &#8211; Studiare la materia primordiale, come era immediatamente dopo il Big Bang: per il presidente dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Roberto Petronzio, \u00e8 questo l&#8217;obiettivo degli esperimenti appena cominciati nell&#8217;acceleratore Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, basati su collisioni fra ioni di piombo anzich\u00e9 su collisioni fra protoni.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-588 alignright\" src=\"https:\/\/ugis.tv\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/lhc-magnete.jpg\" alt=\"lhc-magnete\" width=\"200\" height=\"267\" \/><\/p>\n<p>&#8221;\u00c8 la prima volta che porzioni di materia pi\u00f9 vaste rispetto a singoli protoni vengono sottoposte a temperature cos\u00ec elevate. Quello che si verifica in queste condizioni \u00e8 una transizione di fase, ossia qualcosa di simile a quello che accade quando l&#8217;acqua diventa vapore o quando un metallo si sciogli\u00e8&#8217;, ha spiegato Petronzio.<\/p>\n<p>Alle temperature di migliaia di miliardi di gradi, ricreate ora nell&#8217;anello di 27 chilometri dell&#8217;acceleratore, i &#8221;pacchetti&#8221; di particelle (quark e gluoni) che in condizioni normali sono saldamente intrappolati nel nucleo si &#8221;sciolgono&#8221; e quark e gluoni si liberano in una sorta di &#8221;zuppa&#8221;.<\/p>\n<p>Uno dei modelli teorici che descrivono il comportamento della materia in questo stato, chiamato &#8221;plasma di quark e gluoni&#8221;, era stato descritto dai fisici Giorgio Parisi e Nicola Cabibbo (scomparso nell&#8217;estate scorsa e al quale il 12 novembre il dipartimento di Fisica dell&#8217;universit\u00e0&#8217; di Roma La Sapienza dedicher\u00e0 una giornata di commemorazione). &#8221;Il loro modello &#8211; ha osservato Petronzio &#8211; descrive alcuni fenomeni di stabilit\u00e0 limite della materia, oltre i quali si ha il plasma di quark e gluoni&#8221;. Con le collisioni tra ioni di piombo cominciate nell&#8217;Lhc &#8221;parte la sperimentazione. Ci sono buoni motivi &#8211; ha concluso &#8211; per pensare che nell&#8217;acceleratore si raggiunga il plasma di quark e gluoni&#8221;.(ANSA).<\/p>\n<h3>Il commento di Federico Antinori dell&#8217; INFN<\/h3>\n<p>(ANSA) &#8211; Temperature di migliaia di miliardi di gradi come quelle esistite qualche milionesimo di secondo dopo il Big Bang sono state ricreate nell&#8217;acceleratore di particelle pi\u00f9 grande e potente del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra.<\/p>\n<p>\u00c8 un nuovo traguardo per il gigante degli acceleratori, ora pronto ad esplorare una nuova frontiera della fisica. Le temperature raggiunte, inimmaginabili sulla Terra, non esistono nemmeno nel cuore incandescente delle stelle e le aspettative dei fisici sono altissime: &#8221;potremo studiare il comportamento dell&#8217;universo nei suoi primi istanti di vita&#8221;, ha detto il coordinatore delle misure relative alle collisioni fra ioni pesanti, Federico Antinori, della sezione di Padova dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e che fa parte della squadra dell&#8217;esperimento Alice, coordinato da Paolo Giubellino. I rivelatori di Alice sono stati i primi ad osservare le collisioni, avvenute all&#8217;energia di 1.380 miliardi di elettronvolt (1,38 TeV) per fascio. Alice \u00e8 stato progettato per osservare fenomeni di questo tipo ma, come previsto, le collisioni sono state viste anche dagli esperimenti Cms e Atlas, coordinati dagli italiani Guido Tonelli e Fabiola Gianotti.<\/p>\n<p>&#8221;In nottata contiamo di ottenere i primi fasci stabil\u00ec&#8217;, ha detto Antinori. Ogni fascio contiene un certo numero di &#8221;pacchetti&#8221; di ioni pesanti (ossia di nuclei di piombo spogliati degli elettroni) ed ogni pacchetto comprende 70 milioni di nuclei di piombo. In questa prima fase nell&#8217;acceleratore corrono fasci molto piccoli (ossia &#8221;poco luminosi&#8221;), ognuno composto da due pacchetti. &#8221;Nei prossimi giorni &#8211; ha detto ancora Antinori &#8211; contiamo di aumentare la luminosit\u00e0 e continueremo a prendere dati fino all&#8217;inizio di dicembr\u00e8&#8217;, quando i pacchetti per fascio potranno essere saliti a un centinaio. &#8221;Partiremo da misure molto semplici, per capire quante particelle sono state prodotte e come sono distribuit\u00e8&#8217;.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-587 alignleft\" src=\"https:\/\/ugis.tv\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/nicolacabibbo-300x197.jpg\" alt=\"nicolacabibbo\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/ugis.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/nicolacabibbo-300x197.jpg 300w, https:\/\/ugis.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/nicolacabibbo.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Sar\u00e0 il primo sguardo su uno stato della materia mai osservato prima. Alle temperature estreme riprodotte oggi nell&#8217;Lhc, infatti, la materia passa da una fase all&#8217;altra, come succede quando l&#8217;acqua si trasforma in vapore. Questo significa che i nuclei si sciolgono letteralmente: i quark e i gluoni, che in condizioni normali sono saldamente ancorati fra loro, si ritrovano liberi e la materia diventa un plasma, una sorta di &#8221;zuppa primordial\u00e8&#8217; di quark e gluoni.<\/p>\n<p>&#8221;Le prime misure ci aiuteranno a capire come si comporta questo sistema&#8221;, per esempio se somiglia a un gas. &#8221;Sono misure eccitantissime &#8211; ha concluso &#8211; perch\u00e9 si tratta veramente di mettere le mani su un nuovo stato della materia&#8221;.<\/p>\n<div class=\"see\">L&#8217;acceleratore pi\u00f9 potente del mondo<\/div>\n<h3>Gli esperimenti per studiare particelle da collisioni<\/h3>\n<p>(ANSA) &#8211; Il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra \u00e8 il pi\u00f9 grande e potente acceleratore di particelle del mondo.<\/p>\n<p>I primi fasci di protoni hanno cominciato a scorrere nel suo anello di 27 chilometri il 10 settembre 2008 e il 30 marzo scorso sono state ottenute le prime collisioni tra protoni a energie record. Oggi \u00e8 stata la volta di un nuovo passo in avanti, con le prime collisioni tra ioni di piombo.<\/p>\n<p>La macchina \u00e8 stata progettata per funzionare all&#8217;energia di 14.000 miliardi di elettronvolt (14 TeV) e alla temperatura di 272 gradi sotto lo zero. Le collisioni ottenute in queste condizioni estreme sono il laboratorio ideale per generare particelle sconosciute, come l&#8217;inafferrabile &#8221;particella di Dio&#8221;, il bosone di Higgs che spiega l&#8217;esistenza della massa.<\/p>\n<p>A guidare e ad allineare i fasci di particelle che corrono nella macchina ad una velocit\u00e0 vicina a quella della luce sono 1.600 magneti superconduttori. Si calcola che le collisioni prodotte potranno generare un flusso di informazioni confrontabile a quello del traffico telefonico mondiale.<\/p>\n<p>A rilevare i fenomeni della &#8221;nuova fisica&#8221; dell&#8217;Lhc sono i quattro grandi esperimenti dell&#8217;acceleratore: Atlas e Cms (che danno entrambi la caccia al bosone di Higgs), Alice (che studia lo stato della materia nei primi istanti dell&#8217;universo, una frazione di secondi dopo il Big Bang) e Lhcb (che studia studier\u00e0 le differenze tra materia e antimateria).<\/p>\n<p>In tutti gli esperimenti dell&#8217;Lhc c&#8217;\u00e8 una forte partecipazione italiana, che avviene attraverso l&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) . Sono italiani anche i coordinatori dei quattro esperimenti: Fabiola Gianotti per Atlas, Guido Tonelli per Cms, Paolo Giubellino per Alice e Pierluigi Campana per Lhcb.<\/p>\n<p>I fisici, scherzando, ne parlano come di una &#8221;zuppa&#8221; primordiale: la materia primitive prodotta milionesimi di secondi dopo il Big Bang non \u00e8 mai stata osservata finora, ma solo prevista da modelli teorici. Viene descritta come uno stato della materia molto diverso da quello che conosciamo: nella materia ordinaria esistono nuclei nei quai le particelle che li compongono (quark e gluoni) sono saldamente ancorate tra loro; nelle condizioni estreme di temperatura che esistevano all&#8217;epoca del Big Bang, invece, quark e gluoni erano liberi. Questo stato della materia primitiva \u00e8 chiamato dai fisici teorici Plasma di quark e gluoni o Qgp (Quark-Gluon Plasma) e di esso si sa molto poco. Di sicuro \u00e8 governato da leggi profondamente diverse rispetto a quelle che regolano il comportamento della materia ordinaria.<\/p>\n<p>Una delle teorie di riferimento per studiare la materia primitiva \u00e8 la Cromodinamica quantistica, della quale ha gettato le basi il fisico Nicola Cabibbo. Le sue predizioni di questa teorie relative alle propriet\u00e0 del plasma di quark e gluoni guideranno i fisici che da oggi sono alle prese con i nuovi dati dell&#8217;Lhc prodotti dalle collisioni fra nuclei di piombo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fisici e gli ingegneri del Large Hadron Collider (Lhc) sono riusciti a riprodurre, sia pure per un lasso di tempo brevissismo, la temperatura presente nell&#8217;Universo bambino pochi milionesimi di secondo dopo il Big Bang: si tratta di una temperatura di migliaia di miliardi di gradi e, ovvviamente, mai raggiunta prima sul nostro pianeta. 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